Epidemiologia dei problemi alcolcorrelati
L'alcol è uno dei più importanti fattori di rischio per la salute dell'uomo e rappresenta, insieme con il fumo , una delle principali cause di mortalità e morbilità. Il consumo di alcol è fortemente influenzato dal contesto culturale, sociale, economico e politico. Il danno causato dall'alcol, oltre che al bevitore, si estende alle famiglie e alla collettività, gravando sull'intera società. ( Istituto Superiore di Sanità)
In generale, in Italia nel 2020, il 77,2% degli uomini e il 56,2% delle donne di età superiore a 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica, per un totale di quasi 35 milioni di individui. Inoltre, a fronte di una tendenza alla diminuzione registrata a partire dal 2003, nel corso dell’ultimo anno la prevalenza di consumatori di bevande alcoliche si è mantenuta pressoché stabile.
Secondo i dati del Rapporto Istisan 22/1, nel 2020, i consumatori di vino sono stati circa 29 milioni persone di età superiore a 11 anni, con una marcata differenza di genere (il 65,1% degli uomini e il 43,2% delle donne). Quasi 28 milioni di persone di età superiore a 11 anni hanno riferito di aver consumato birra nel corso del 2020, con una prevalenza dei consumatori di sesso maschile quasi doppia rispetto a quella femminile (64,6% e 38,3% rispettivamente). In confronto all’anno precedente, il 2019, vede un aumento del 2,7% tra le bevitrici di birra.
Gli aperitivi alcolici sono stati consumati, nel 2020, da oltre 20 milioni e 500 mila persone di età superiore a 11 anni (46,9% degli uomini e 29,7% delle donne). Inoltre, rispetto alla precedente rilevazione, la prevalenza dei consumatori di aperitivi alcolici è cresciuta complessivamente del 1,9% e in particolare l’aumento risulta significativo per entrambi i generi nella classe di età 18-64 anni (M: 2,0%; F: 5,1%).
Nel 2020, gli amari sono stati consumati da oltre 16 milioni e 500 mila persone di età superiore a 11 anni e la prevalenza tra gli uomini è stata più del doppio di quella tra le donne (43,6% vs 18,7%). Tra le donne, si rileva un incremento delle consumatrici del 4,6% nella classe di età 18-64 anni. Inoltre, l’analisi per classi di età, evidenzia valori più elevati tra gli adulti, seguiti da anziani e ragazzi, indipendentemente dal genere.
I liquori e i superalcolici sono stati consumati nel 2020 da circa 14 milioni e 500 mila persone di età superiore a 11 anni, pari al 38,0% degli uomini e al 15,8% delle donne, e si conferma un trend in crescita dei consumatori di questa bevanda che è iniziato dal 2014. L’analisi per classi di età mostra che, rispetto al 2019, si registra un incremento statisticamente significativo dei consumatori nella fascia di età 18-64, sia tra gli uomini (+3,5%) che tra le donne (+4,5%).
Comportamenti a rischio
Molti Paesi europei, al fine di promuovere la salute pubblica nella popolazione attraverso strategie sanitarie e alimentari, hanno sviluppato nel corso degli anni le linee guida per un consumo a basso rischio standardizzate e condivise a livello europeo, che sono state pubblicate nel rapporto “Good practice principles for low risk drinking guidelines”.
In Italia, le linee guida rifuggono, come da decenni indicato dall’OMS, dall’ individuare soglie di consumo di alcol, poiché l’evidenza scientifica disponibile ha dimostrato che sono non identificabili. Nessun consumo di alcol, di qualunque bevanda alcolica, può essere raccomandato in funzione della tossicità, cancerogenicità e capacità d’indurre dipendenza, ragioni sufficienti a determinare da anni l’esclusione di qualunque tipo di alcolico dalla piramide nutrizionale (i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti-LARN hanno escluso l’etanolo dai nutrienti e lo hanno definito molecola di mero interesse nutrizionale). Come indispensabile riferimento di prevenzione di maggiori rischi per la salute accompagnano quanti scelgono di consumare bevande alcoliche indicando i livelli di consumo di alcol che non sono quelli raccomandati ma quelli da non superare per non incorrere in rischi evitabili. Tali considerazioni sono alla base del lavoro di revisione svolto dal Comitato Scientifico delle Linee Guida per una sana alimentazione, curato dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’Economia Agraria (CREA), che ha prodotto un esaustivo e aggiornato Dossier Scientifico attraverso cui, ribadendo la verificata impossibilità d’individuazione di soglie di consumo sicuro per la salute, accompagna quanti desiderano consumare bevande alcoliche attraverso la indicazione (non raccomandazione, l’alcol non è raccomandato per la prevenzione) dei limiti da non superare per non incorrere in maggiori rischi per la salute.
Le linee guida diffuse dal Ministero della Salute nella sezione “Alcol, zero o il meno possibile” acquisiscono i nuovi LARN, e ribadiscono la necessità di non superare mai le quantità definite a più basso rischio (lower-risk drinking):
2 unità alcoliche al giorno per gli uomini
1 unità alcolica al giorno per le donne
1 unità alcolica al giorno per le persone con più di 65 anni
zero unità di alcol sotto i 18 anni (sconsigliato sino ai 25).
Il superamento di tali livelli di consumo giornaliero definisce lo status di consumatore a rischio.
Una unità alcolica (UA) corrisponde a 12 grammi di alcol puro ed equivale a un bicchiere di vino (125 ml a 12°), una lattina di birra (330 ml a 4,5°), un aperitivo (80 ml a 38°) o un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40°).
Al fine di promuovere strategie sanitarie e alimentari basate su stili di vita salutari è necessario monitorare tutti i comportamenti che possono causare un danno alla salute, come il consumo abituale eccedentario, il consumo fuori pasto, il binge drinking e il consumo a rischio secondo il “criterio ISS” (vedi sotto).